E alla fine fu “La Mandragola”!

“Sposato Renzo con Lucia, Cleopatra contro la tramvia, Francia ghigliottine e guai, s’è morta pure Batterflai…”. Sono alcune strofe della nostra canzone “il coccodrillone”, che ogni anno decidiamo di non cantare ma poi c’è sempre qualcuno che gli dà il via e giù tutti dietro felici, perché ci piace troppo cantare i titoli delle nostre operette uno dietro l’altro, è come mettere nell’acquaio i pesci pescati e tolti dal paniere. 

Abbiamo riscritto un po’ tutto, da Ulisse a Mosè, da Elisabetta regina d’Inghilterra a Vittorio Emanuele re d’Italia, ma non avevamo mai guardato in casa nostra, mentre la commedia per eccellenza era proprio lì da prendere e riscrivere: “La Mandragola”, vero capolavoro del teatro, “la più bella commedia italiana di tutti i tempi” (cit. Treccani). Machiavelli la scrive ad inizio 1500, potente satira sulla società dell’epoca con cui prende in giro uomini, donne e religiosi, sulla base di un tema da sempre attuale: la fecondità, con annessi, connessi e interconnessi.